dicembre 5, 2018

L’autotrasporto in Italia: un anno importante per la gomma

La gomma rappresenta il mezzo privilegiato per il trasporto di merci in Italia, coprendo infatti l’80% delle spedizioni come abbiamo già visto: a ciò corrispondono risultati economici importanti per il settore, che si possono osservare in questi ultimi mesi del 2018 per scattare la fotografia di un’attività fondamentale per sostenere l’economia italiana.

Nel 2018, il settore dei trasporti ha registrato una crescita del fatturato del 4%, superiore del 0,2% rispetto alla media europea (+3,8%); soprattutto, il trasporto stradale generato dai mezzi pesanti adibiti all’autotrasporto ha creato un incremento del traffico autostradale del 5,4%, confermando la forte dipendenza dalla gomma sulla spedizione delle merci.

Approfondendo questo dato, si nota che:

classificando sulla base del rapporto tra tonnellate e chilometri percorsi, l’autotrasporto è il secondo vettore coprendo il 37% del totale; al primo posto troviamo quello navale con quasi il 60%, imputabile soprattutto alle spedizioni di automobili dai principali produttori stranieri (USA e Giappone) e merci di simile magnitudine; il ferro rappresenta circa il 5%, mentre via aria non si arriva neanche all’1%;

ponderando il rapporto tra tonnellate e chilometri percorsi sulla base del valore della merce i risultati praticamente si invertono, con una salda leadership della gomma (60%), seguita da nave (poco più del 30%), treno (circa il 6%) e aereo, che raggiunge quasi il 3%.

Quest’analisi inquadra la rilevanza economica delle merci trasportate su gomma, che quindi contribuiscono in maniera importante sull’economia dei Paesi di destinazione.

spedizioni su gomma
 

A questo settore fondamentale contribuiscono più di 90mila imprese, di cui quasi il 60% sono artigiane (oltre 50mila).

Ritornando però al dato iniziale sulla crescita del fatturato in rapporto a quello europeo, bisogna considerare la concorrenza degli altri Paesi.

Se il settore autotrasporti italiano è poco sopra la media, significa sia che è sopra altre nazioni (come Germania, Spagna, Francia e Austria, che hanno costi del lavoro più alti), ma che ci sono potenziali competitor che segnano crescite importanti, grazie soprattutto a costi del lavoro minori: parliamo di Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia e Repubblica Slovacca, che alzano la media europea grazie a incrementi del fatturato che si attestano attorno al 7%.

Il settore dei trasporti su gomma italiano deve quindi presentarsi forte e preparato di fronte alla sfida dei suoi competitor, offrendo un servizio d’eccellenza per poter essere competitivo nei confronti di Paesi stranieri con differenti condizioni di lavoro e di economia. Se comunque il quasi il 60% delle imprese ritiene il prezzo come principale fattore di concorrenza, il vero fattore determinante sarà la qualità che contraddistingue ogni settore economico del nostro Paese, un concetto di Made in Italy allargato che si estende dai prodotti ai servizi.

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