novembre 30, 2018

Autotrasportatori: quante ore di riposo ogni giorno?

L’attività di trasporto su strada presenta molte responsabilità, nei confronti sia dei committenti che degli altri utenti della strada; per questo motivo, le società e i loro dipendenti sono oggetto di una particolare attenzione normativa e disciplinare. Le revisioni dell’anno corrente (2018) alla classificazione del personale viaggiante sono accompagnate da un ulteriore approfondimento per quanto riguarda tempi di guida e di riposo.

Questo tema è infatti particolarmente sensibile, specie quest’anno. La Commissione dei Trasporti del Parlamento Europeo, che ha il compito di creare una disciplina unificata per tutti i Paesi dell’Unione Europea in modo da agevolare i viaggi internazionali, ha presentato una proposta di riforma alla disciplina su distacco dei conducenti, orari di lavoro, periodi di riposo e lotta a pratiche illegali nel settore: tuttavia, ha trovato una forte opposizione e alla fine è stata respinta, a fronte di preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni degli autisti.

Oggi la ridistribuzione delle ore di guida e di riposo prevede:

un periodo massimo di ore di guida in un solo giorno di 9, che può essere esteso a 10 per solo due volte nell’arco di una stessa settimana;

un obbligo per gli autisti a riposarsi per 45 minuti dopo le prime quattro ore e mezza di viaggio; questo periodo è però liberamente ripartibile in più periodi di almeno 15 minuti ciascuno (tre da 15 minuti oppure uno da 15 e uno da 30).

trasporto su strada nazionale
 

Le attività connesse all’autotrasporto, ma non propriamente di guida (carico e scarico, parcheggio, manutenzione, organizzazione) vanno considerate nel determinare l’orario di lavoro, il riposo e la retribuzione.

Sul tema del riposo, bisogna distinguere tra regolare, frazionato e ridotto nell’arco di 24 ore: il riposo regolare prevede 11 ore di fila, quello frazionato 12 ore ripartite in 3 e 9, e quello ridotto, come suggerisce il nome, solo 9 ore, ma è una condizione di cui si può usufruire solo due volte nell’arco di una settimana.

Nodo cruciale del 2018 è il riposo in cabina. Se il veicolo è adeguatamente equipaggiato per permettere il riposo di tutto il personale viaggiante ed è fermo in un’area di sosta certificata, è possibile usufruire del riposo ridotto in cabina quando l’autista è in trasferta; in tutte le altre circostanze, l’Unione Europea lo vieta, imponendo che il personale viaggiante passi le ore del riposo regolare all’esterno del proprio mezzo, con l’azienda che deve farsi carico delle spese di alloggio se presenti. La violazione di questa regola sul riposo può costare dai 425 ai 1.701 euro, oltre al ritiro dei documenti di guida.

L’Italia si è adeguata a questa normativa nell’anno corrente, aggiungendosi a Germania, Gran Bretagna, Francia, Belgio e Paesi Bassi; altri Paesi come la Spagna aderiranno a partire dal 2019.

Operando nel settore dal 1950, Rota Trasporti è sempre attenta a recepire modifiche e adeguamenti per quanto riguarda questo settore. La qualità del servizio e delle condizioni del personale viaggiante è la nostra prima priorità, per garantire sempre sicurezza e puntualità nelle consegne.

Scopri di più contattandoci.

News Trasporti