dicembre 18, 2018

Autotrasporti ed emissioni: cosa si sta facendo

Il trasporto delle merci su gomma rappresenta la migliore soluzione per spedizioni nazionali e su media distanza: la capillarità della rete stradale, la possibilità di una pianificazione più flessibile e in generale un maggior controllo su tutti i fattori logistici e tecnici (comprese emergenze, malfunzionamenti e incidenti, permette all’autotrasporto di spiccare nell’effettuare spedizioni nazionali.

Questo viene confermato dai dati sul trasporto merci in Europa: nel 2015 il 75% di esse sono arrivate a destinazione su gomma e l’Italia è il secondo Paese dell’UE per spedizioni su strada. Questi dati, però, hanno anche un altro lato della proverbiale medaglia: il tema dell’ambiente.

L’Unione Europea ha infatti preso precisi impegni per l’abbattimento delle emissioni entro il 2030 e questo ha portato a una serie di iniziative di regolamentazione e normazione su abitazioni e per le aziende di ogni settore, a cui è richiesto il rispetto di standard sempre più alti e restrittivi per garantire l’efficientamento delle proprie attività e il rispetto dell’ambiente per il benessere comune.

spedizioni nazionali

Il settore degli autotrasporti, tuttavia, era rimasto a lungo senza regolamentazioni omogenee e condivise dai diversi Paesi, creando così un vuoto normativo a livello europeo: quest’anno, però, la Commissione dell’Unione Europea ha iniziato a muoversi anche sul tema delle spedizioni merci, su gomma e non. Per il raggiungimento dell’obiettivo della riduzione del 34% delle emissioni di CO2 entro il 2030, si stanno formulando nuovi standard per l’autotrasporto, sia di merci che di persone (camion e bus, rispettivamente), preso atto che i mezzi impiegati in questo settore sono responsabili per il 15% delle emissioni in Europa.

Le intenzioni dell’Unione Europea sono quelle di incoraggiare una transizione a tecnologie a basso impatto attraverso un sistema di crediti e incentivi per le aziende del settore: tuttavia, al momento gli operatori dell’autotrasporto stanno manifestando la preoccupazione che l’obiettivo posto (-34% entro il 2030) sia troppo ambizioso per il bene del settore dell’autotrasporto, imponendo standard troppo gravosi che porterebbero a danneggiare le attività imprenditoriali.

Da una parte si trova così la prospettiva di un risparmio futuro grazie all’efficientamento energetico a fronte di importanti investimenti iniziali sostenuti da incentivi, dall’altra parte una politica molto aggressiva per compensare il precedente vuoto normativo: l’ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Automobili) constata come la Commissione dell’Unione Europea abbia preso gli obiettivi e le politiche applicate al settore delle automobili e le abbia semplicemente replicate sull’autotrasporto, senza tener conto delle differenze tra i due ambiti e delle specificità del trasporto su strada.

Bisogna tener conto che, a prescindere di nuove politiche, il settore dell’autotrasporto ha adottato nel tempo pratiche e innovazioni che hanno già portato alla diminuzione delle emissioni, con una diminuzione del consumo di carburante medio del 24% dal 1990 a oggi: gli ingranaggi del progresso sono quindi già da quasi 3 decenni in movimento per abbattere consumi ed emissioni, e costruire così un mondo migliore. Il settore quindi ha a cuore la questione ambientale, ma riserva perplessità all’introduzione di traguardi di difficile realizzazione.

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